Diagnostica Senologica

Dott. Matteo Celenza

La prevenzione del tumore al seno comincia a 30 anni, con un calendario di controlli ed esami che consente di eseguire una diagnosi precoce e di curare fino anche alla completa guarigione i tumori al seno scoperti sul nascere.

La Diagnostica Senologica comprende una serie di accertamenti tra loro complementari, che contribuiscono ad avere un quadro sempre più preciso delle strutture esaminate.

MAMMOGRAFIA

La Mammografia è la tecnica più adatta per diagnosticare la maggior parte dei tumori in fase iniziale, anche quando non sono palpabili.

Rappresenta l’esame cardine della Diagnostica Senologica, da eseguire con periodicità annuale a partire dal 40° anno di età (già dai 35 / 38 anni solo nel caso di donne con alta famigliarità).

La Mammografia può e deve essere eseguita anche nelle donne portatrici di protesi mammarie.

Spesso si dice che la Mammografia sia dolorosa, ma solo se per dolore si intende la compressione del seno necessaria per effettuare l’esame. In presenza di seni dolenti, è comunque consigliabile eseguire l’esame nelle prime due settimane del ciclo.

E’ un esame che si basa sull’utilizzo di raggi X a basso dosaggio i quali, attraversando il seno, consentono di ottenere un’immagine in scala di grigio. Grazie all’utilizzo di innovative strumentazioni diagnostiche, non ci sono rischi per l’esposizione ai raggi X.

 TOMOSINTESI

La Mammografia oggi è divenuta digitale e tridimensionale. In quest’ultimo caso si parla di Mammografia 3D o Tomosintesi, che può essere effettuata come esame di prima istanza in sostituzione della Mammografia standard oppure come eventuale successivo approfondimento, qualora questo si rivelasse necessario.

La Tomosintesi è una mammografia di ultima generazione, che permette un studio stratigrafico della mammella. Il risultato diagnostico è pertanto più accurato rispetto alla mammografia convenzionale, ciò consente di evidenziare anche lesioni mammarie in fase precocissima, che possono invece sfuggire alla mammografia tradizionale.

ECOGRAFIA

L’Ecografia mammaria è un’indagine diagnostica non invasiva che utilizza gli ultrasuoni, onde sonore ad alta frequenza innocue per il corpo umano e i suoi tessuti, per studiare la ghiandola mammaria ed eventuali sue lesioni benigne (come cisti e fibroadenomi) e maligne.

Le mammelle sono formate da una porzione ghiandolare (da cui possono aver origine eventuali neoplasie), da grasso e da tessuto fibroso. Nelle donne giovani prevale la componente ghiandolare mentre, con il progredire dell’età, questa parte si riduce a favore della componente adiposa e fibrosa. È quindi l’esame indicato a partire dai 30 anni di età e in generale per le donne sotto i 40 anni. Dopo il 40° anno di età, va invece eseguito dopo la Mammografia, qualora il Senologo lo reputasse necessario.

 RISONANZA MAGNETICA

La Risonanza Magnetica mammaria è uno strumento diagnostico molto potente, caratterizzato da elevata qualità dell’immagine, che permette di identificare anche noduli molto piccoli, non palpabili e invisibili con le metodiche tradizionali, studiandone la dinamica di vascolarizzazione.

L’esecuzione della Risonanza Magnetica mammaria è semplice, non prevede l’utilizzo di raggi X e dura mediamente 15 / 20 minuti. Ad eccezione che nello studio delle protesi, viene eseguita sempre con mezzo di contrasto.

Pertanto la paziente dovrà presentarsi a digiuno da 6 ore, portando in visione un valore della creatinina degli ultimi 3 mesi. Per le donne con ciclo mestruale, l’esame deve essere eseguito tra il 7° e il 14° giorno.

È l’esame più sensibile che esista oggi in ambito senologico ed è complementare alle tecniche più tradizionali (Mammografia ed Ecografia mammaria). Per le sue caratteristiche di elevata sensibilità diagnostica, non è applicabile a tutte le pazienti ma solo a casi selezionati:

  • donne ad elevato rischio genetico-famigliare per carcinoma mammario;
  • ricerca di carcinoma primitivo occulto metastatico di sospetta origine mammaria, con esami tradizionali negativi;
  • ricerca di multicentricità, multifocalità, bilateralità, in caso di neoplasie già diagnosticate con tecniche tradizionali e
  • candidate a chirurgia conservativa (quadrantectomia);
  • valutazione di neoplasie mammarie trattate con chemioterapia neoadiuvante;
  • follow-up dopo chirurgia conservativa, per discriminare tra recidiva o tessuto cicatriziale;
  • valutazione di donne con protesi;
  • discrepanza tra indagini e/o difficoltosa interpretazione di indagini diagnostiche tradizionali.

Il tumore al seno è la neoplasia più frequente in assoluto per incidenza nella popolazione femminile.
Complessivamente, emerge che 1 donna su 8 in Italia ammala di tumore al seno nel corso della sua vita.

Nel 2017, in Italia, si sono ammalate di tumore al seno circa 50.500 donne. Il trend di incidenza tra il 2003 e il 2017 appare in leggero aumento (+0,9% per anno) mentre continua a calare, in maniera significativa, la mortalità (-2,2% per anno) e questo si deve sia all’efficacia delle nuove terapie sia alla diagnosi precoce, che consente di individuare il tumore in fase iniziale.

Grazie a questo, oggi la sopravvivenza media dopo 5 anni dalla diagnosi è di circa l’87% in media, mentre la sopravvivenza dopo 10 anni dalla diagnosi è invece pari all’80% in media. Sono numeri elevati, superiori a quelli della media europea ma ancora troppe sono le donne che muoiono a causa di questa malattia, che si conferma la prima di causa di decesso per patologia oncologica nella popolazione femminile, con circa 12.200 vittime l’anno (dato del 2014, fonte: Istat).

Dott. Matteo Celenza

Medico Chirurgo Specialista in Radiodiagnostica
Responsabile Diagnostica Senologica presso BIOMEDICAL SPA (GE)
Consulente Diagnostica Senologica presso SENOLOGICA SRL (SP)